Recensione: "PALESTINE"

lunedì, febbraio 27, 2017


Buon Lunedì, Lettori!

Come avete passato il week-end? 
Il mio è stato molto tranquillo, io e il mio compagno avevamo bisogno di ricaricare le batterie dopo aver passato tutta la settimana a correre.




TITOLO: PALESTINE

AUTRICE: HUBERT HADDAD
CASA EDITRICE: IL MAESTRALE
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2009
PREZZO: € 16.00                             E-BOOK: € 6.86
GENERE: NARRATIVA CONTEMPORANEA
PAGINE: 224 p.


TRAMA:
Da qualche parte in Cisgiordania, tra la Linea Verde e la cintura di sicurezza, una pattuglia israeliana è assalita da un commando palestinese. Un soldato viene ucciso, un altro, Cham, viene rapito. Ferito e in stato di choc, l'ostaggio perde la memoria. È stato accolto da una famiglia palestinese, una donna cieca e la figlia Falastin. 
Il fato ha voluto che Cham assomigli in modo straordinario al fratello di Falastin, Nessim, scomparso in circostanze misteriose. E così l'ex soldato rientra nel mondo, ma per viverlo dall'altra parte dello specchio e scoprire le tensioni della vita quotidiana dei palestinesi nella terra occupata. Ma come sempre accanto all'odio è presente l'amore, che raggiunge il culmine in Falastin, figura di moderna Antigone, alla ricerca dell'unione tra gli opposti, inammissibile in un mondo ancora devastato dall'afflizione.


RECENSIONE:

Il libro viene raccontato attraverso gli occhi di Cham, un soldato israeliano che viene rapito da un commando della resistenza palestinese. 
Al momento dell'attacco non ha con sè alcun documento per identificarlo e questo si rileva una fortuna; perchè ferito e senza memoria passa tra le mani di svariati rapitori fino ad arrivare a casa di una piccola famiglia palestinese, composta da madre e figlia, che lo accolgono senza riserve e lo curano.
Inizialmente si trova disorientato, non sa chi è e dove si trova, ma sente fin da subito un legame, inizialmente basato sulla riconoscenza, con queste donne.
Il caso ha voluto, che senza la sua uniforme, Cham assomigli molto a un palestinese, in particolare modo al fratello disperso di Falastin, che gli permette di utilizzare l'identità del fratello per poter tornare alla vita. 
Cham rimane subito affascinato da questa giovane donna, ma non è l'unico a provare ciò, perchè la ragazza oltre a essere molto bella ha, anche, un carattere e una determinazione molto forte, soprattutto è molto legata alla sua terra natale ed è pronta a tutto per salvarla.

Con questa scelta, la vita di Cham cambia radicalmente, si ritrova a vivere appieno l'altra faccia del conflitto arabo-israeliano, vivendo il dramma dei territori occupati e la vita quotidiana del popolo palestinese sottomesso ai continui soprusi degli occupanti israeliani.  Questi continui maltrattamenti non fanno altro che maturare in lui una drammatica decisione.
L'epilogo della storia sembra non lasciare speranza a noi lettori, ma forse l'incontro appena sottolineato tra Cham e Falastin può gettare un seme in quel paese martoriato.

Non avevo ancora letto nulla riguardo il conflitto arabo-palestinese tuttora esistente, ma grazie alla scrittura poetica, che non cade mai nella retorica, di Hubert Haddad mi è stato possibile. E' riuscito con una narrazione semplice che procede per salti ed immagini evocate a raccontare le enormi difficoltà che il popolo palestinese affronta ogni giorno per vivere; non lo dice apertamente ma pare che per raccontare questa storia si sia basato su un fatto realmente accaduto: un soldato israeliano, Gilad Shalit, nel giugno 2006 fu rapito da un gruppo di palestinesi lungo la Striscia di Gaza.

Il libro suscita diverse sensazioni: compassione, amicizia, solidarietà ed amore, che non trovano sbocco alla fine e vengono usurpate e soppresse dall'odio e dalla "devozione" alla guerra.
Ha suscitato in me un senso di ingiustizia e impotenza di fronte a questo conflitto, specialmente per le povere persone che vi si trovano in mezzo e soprattutto mi ha fatto riflettere, nell'ultima parte, di come la nostra immagine del mondo può essere fragile e flessibile. Di come può essere facile, una volta cambiato il punto di vista, immergersi in una vita che si ha sempre combattuto e appoggiarne l'opinione. 
Ed è proprio questo che accade a Cham, a causa della sua perdita di memoria, paga un prezzo molto alto e decide di vedere con i suoi occhi la realtà Palestinese, arrivando a mitigare l'idea di diventare un estremista.

E' un libro che merita di essere letto per "vedere" con i nostri occhi da una prospettiva diversa un conflitto ancora così presente ai giorni nostri, nonostante siano passati 10 anni dalla sua prima pubblicazione in Francia nel 2007.

VOTO: ❤❤❤/5




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