Recensione: "L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE"

giovedì, aprile 20, 2017

Buongiorno Lettori!


Oggi vi lascio con la recensione di un libro che mi ha lasciato un pò perplessa; non vorrei scoraggiarvi subito così su due piedi, ma vi anticipo che è una lettura che nasce da un'idea originale ed interessante ma non alla portata di tutti.




TITOLO: L'ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE

AUTRICE: MASSIMO GRAMELLINI
CASA EDITRICE: LONGANESI
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015
PREZZO: € 12.9                           
E-BOOK: € 7.99
GENERE: NARRATIVA CONTEMPORANEA
PAGINE: 258 p.


TRAMA:
Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, 
Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.



RECENSIONE:

Non ho mai letto nulla di Massimo Gramellini perciò quando mi è stato chiesto di leggere questo libro per una Challenge a cui sto partecipando non sapevo cosa aspettarmi dato i pareri molto discordi a riguardo.
Mi duole ammetterlo, ma devo concordare con chi l'ha trovato una lettura difficile e lenta; per quanto sia ben scritta si ripete troppo soffermandosi e girando attorno allo stesso concetto troppo a lungo.

L'idea di base è molto buona e racconta la storia di Tomàs, un uomo disilluso che ha perso la capacità di amare, soprattutto se stesso. E così inizia una sorta di viaggio fantastico nelle "Terme dell'Anima" alla scoperta di se stesso per ritrovare la propria anima e di conseguenza per riuscire poi a trovare l'amore vero.
Durante il suo "soggiorno", Tomàs viene affiancato da diversi personaggi, ognuno con un compito diverso; sembrava quasi di ritrovarsi in uno dei Canti dell'Inferno della Divina Commedia, in cui Dante ad ogni girone incontrava personaggi diversi.

E' una favola moderna che offre un sacco di temi di riflessione senza però volerne parlare davvero; rendendo la storia confusa e dalla narrazione lenta che richiedo uno sforzo per interpretare i pensieri che l'autore vuole trasmettere nel corso degli eventi.
Sicuramente è un libro che va letto con lo "stato d'animo giusto" perchè non è per niente una lettura semplice. Ho trovato difficile e lenta soprattutto la parte centrale, in cui il subconscio di Tomàs è molto contorto e combattuto.

Nonostante la mia difficoltà nel portare a termine la lettura; come ogni favola che si rispetti anche qui c'è un messaggio: questo libro ci insegna come si deve amare, perchè per riuscire ad amare gli altri prima dobbiamo riuscire ad accettare noi stessi.
Ci vuol far, inoltre, riflettere su come il voler cambiare non dev'essere fonte di paura, bensì un punto di forza: aver coraggio è sinonimo di vita, al contrario la staticità è sinonimo di morte.

VOTO: ❤❤/5

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